10/02/2013

I dolci di carnevale

I dolci di Carnevale

Fra qualche giorno è  Carnevale, una festa bella e divertente, aspettata  da grandi e bambini. Carnevale è la giornata del divertimento: ci si veste in maschera, si fanno sfilate, scherzi, ma soprattutto in cucina si da libero sfogo alla voglia di mangiare,  si mangia di tutto e di più. Al Martedì grasso, giorno culmine di Carnevale si preparano cibi particolari, dolci soprattutto fritti, e ogni regione d'Italia ha le sue prelibatezze da nord a Sud è uno spettacolo per gli occhi e la bocca e allora gustiamoci queste ricette i dolci di Carnevale, prima della Quaresima (durante questo periodo si osserveranno quaranta giorni di digiuno e di penitenza) e Buon Carnevale a tutti!

I dolci di carnevale.

Da nord a sud della nostra Penisola è un viaggio goloso alla scoperta delle dolcezze del Carnevale: struffoli, cicerchiata, ravioli, zeppole, graffe, frittelle di mele, chiacchiere, ecc. Ogni regione italiana vanta ricette di dolci  di carnevale particolari, seppur diverse per piccole varianti hanno in comune tutti una cosa: sono dolci fritti.
Si pensa che  l'usanza deriva dal fatto che nel periodo di gennaio e febbraio nelle campagne avvenisse la macellazione dei suini e quindi si avesse una grande abbondanza di grasso di maiale o strutto, l'ideale per friggere i dolci.
Pare siano stati proprio i romani a dare inizio a questa tradizione, dalle antiche frictilia  fritte nel grasso di maiale, dolci offerti alla folla che partecipava  ai festeggiamenti durante  la costruzione del tempio di Saturno.
Festeggiamenti che duravano vari giorni,  da qui quindi la necessità di preparare dei dolci che erano sia veloci che economici, come le frittelle fatte solamente di farina, acqua e zucchero, conosciute oggi con il nome di chiacchiere.  Dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero al velo.
Le chiacchiere oggi, vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, ma anche rosoni, lasagne, pampuglie, ecc.
Con il passare del tempo si sono poi arricchite di ingredienti, ripiene di marmellata cioccolata ecc, trasformandosi nei dolci che consumiamo oggi e che troviamo nelle pasticcerie.

da le notizie .org

Eccovi la ricetta delle chiacchiere o frappe o bugie o cenci o  crostoli , ecc, e delle castagnole e Buon Carnevale a tutti!

Ricetta delle Chiacchiere

Ingredienti:

400 gr. di farina "00" 25 gr. di zucchero a velo; 50 gr. di burro 2 uova intere; 2 tuorli 1 bicchiere di limoncello  o vino bianco; 1 pizzico di sale
.
Preparazione:

Formate una fontana con la farina setacciata quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti. Amalgamate per bene il tutto fino ad ottenere un impasto ben liscio e consistente: fatelo riposare per circa 10 minuti. Stendete l'impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile; quindi con la rotella rigata ritagliate diverse forme. Friggete in olio bollente per pochi minuti, sgocciolateli su carta assorbente da cucina, cospargeteli con lo zucchero a velo e servite.

Ricetta delle castagnole

Ingredienti:

Uova 2; Farina 400 gr;  Zucchero 70 gr; Burro 100 gr; Limone scorza; Zucchero-Zucchero a velo; Lievito; Olio per friggere

Preparazione:

Ammorbidire il burro e aggiungere le uova e lo zucchero. Amalgamate bene ed aggiungete la scorza di limone grattugiata, mescolate ed aggiungete un cucchiaino di lievito e la farina,  l'impasto deve risultare morbido. Scaldare l'olio e appena sarà bollente preparate con un cucchiaio delle palline grandi come una noce e  friggetele. Quando diventano di un colore dorato toglietele dal fuoco e mettetele prima su carta assorbente e poi nello zucchero semolato, o spolverizzatele con zucchero a velo, si possono mangiare così oppure potete  farcirle a vostro piacimento.

28/03/2010

Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima

Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima

Ci sono delle tradizioni  che abitualmente usiamo onorare nel periodo pasquale, come mangiare l'agnello o scambiarsi la palma benedetta ..., o dei modi di dire che usiamo giornalmente ... A volte facciamo questi gesti perche le usanze sono tramandate in famiglia, o le espressioni sono utilizzate dai nostri genitori, ma tutte hanno una radice nella religione e nelle tradizioni popolari e lo scopriremo proprio in questo post "Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima" Buona lettura!

Agnello:

L'animale tanto popolare sulle nostre tavole a Pasqua è simbolo di mitezza, innocenza e purezza. Nell'antichità, insieme all'ariete, era l'animale
sacrificale per eccellenza. Viene associato al Cristo e al suo sacrificio.

Con il termine Pasquetta:

Indichiamo il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua chiamato anche  Lunedì dell'Angelo.  In questa giornata si ricorda il viaggio dei discepoli diretti ad Emmaus e l'incontro con Gesù Risorto. E' consuetudine trascorrere questa giornata con una passeggiata o una "scampagnata" fuori città con amici e parenti.

Le campane a Pasqua.
.
Dal venerdì Santo fino alla Domenica di Pasqua, in tutte le città d'Italia le campane delle chiese rispettano il silenzio, in segno di dolore e rispetto per il Cristo crocifisso.
.
Palma
.
Il giorno delle Palme in alcune regioni d'Italia c'è l'usanza di scambiarsi la Palma benedetta in famiglia e con gli amici. I babilonesi la consideravano come albero divino e gli egiziani la collegavano all'albero della vita. Per i greci era albero della luce. I rami di palma sono simbolo di vittoria, gioia, pace.
.
Modi di dire:

Sei come San Tommaso:
.
Frase usata per indicare un'ostinata incredulità verso una notizia o un fatto, proprio così come l'apostolo Tommaso si rifiutò di credere ai compagni quando gli riferivano delll'apparizione di Gesù risorto.
.
Lungo come una Quaresima:
.
Riferita ad una persona o una cosa  noiosa e insistente.

Ognuno porta la propria croce:
.
Questa frase si riferisce alla salita del Calvario da parte di  Gesù   e del suo martirio in croce, affrontata senza cedimenti nonostante le sofferenze. Espressione oggi usata per esprimere la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita.

Gettare la croce addosso a qualcuno:
.
Espressione usata per incolpare di un fatto un'altra persona, per biasimarla.

Essere felici come una Pasqua:
.
Espressione usata verso  chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.
 
Pasqua alta:
 
Questa espressione è usata quando  la data di Pasqua è in ritardo rispetto al tempo in cui ricorre normalmente.
 
Pasqua bassa:
 
Questa espressione è usata quando  la data di Pasqua è in anticipo.
 
Proverbi sulla Pasqua:

Prediche e lattughe dopo Pasqua son finite.

Se piove per la Pasqua, la susina s'imborzacchia.
 
Pasqua tanto desiata, in un giorno è passata.
 
Pasqua venga alta o venga bassa, la vien con la foglia o con la frasca.
 
Tal pensa salvarsi a Pasqua, che è preso a mezza quaresima.
 
Pasqua non arriva prima che sia passata la luna piena di marzo.
 
 Natale senza denari, carnevale senz’appetito, Pasqua senza devozione.
 
Chi vuol quaresima corta, faccia debiti da pagare a Pasqua.
 
 A Natale, mezzo pane; a Pasqua, mezzo vino.
 
Pasqua piovosa covone grosso.
 
Quando piove al giorno di Pasqua, si ha più uva che fogliame.
 
Non si può veder Pasqua, né dopo S. Marco, né prima di S. Benedetto.
 
Pasqua marzolina o guerra o carestia.
 
Se non piove il dì delle Palme pioverà il dì di Pasqua.