28/03/2010

Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima

Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima

Ci sono delle tradizioni  che abitualmente usiamo onorare nel periodo pasquale, come mangiare l'agnello o scambiarsi la palma benedetta ecc, o dei modi di dire che usiamo giornalmente, a volte facciamo questi gesti perche le usanze sono tramandate in famiglia, o le espressioni sono utilizzate dai nostri genitori, ma tutte hanno una radice nella religione e nelle tradizioni popolari e lo scopriremo in questo post "Curiosità e modi di dire sulla Pasqua e sulla Quaresima"

Agnello:

L'animale tanto popolare sulle nostre tavole a Pasqua è simbolo di mitezza, innocenza e purezza. Nell'antichità, insieme all'ariete, era l'animale
sacrificale per eccellenza. Viene associato al Cristo e al suo sacrificio.

Con il termine Pasquetta:

Indichiamo il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua chiamato anche  Lunedì dell'Angelo.  In questa giornata si ricorda il viaggio dei discepoli diretti ad Emmaus e l'incontro con Gesù Risorto. E' consuetudine trascorrere questa giornata con una passeggiata o una "scampagnata" fuori città con amici e parenti.

Le campane a Pasqua.
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Dal venerdì Santo fino alla Domenica di Pasqua, in tutte le città d'Italia le campane delle chiese rispettano il silenzio, in segno di dolore e rispetto per il Cristo crocifisso.
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Palma
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Il giorno delle Palme in alcune regioni d'Italia c'è l'usanza di scambiarsi la Palma benedetta in famiglia e con gli amici. I babilonesi la consideravano come albero divino e gli egiziani la collegavano all'albero della vita. Per i greci era albero della luce. I rami di palma sono simbolo di vittoria, gioia, pace.
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Modi di dire:

Sei come San Tommaso:
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Frase usata per indicare un'ostinata incredulità verso una notizia o un fatto, proprio così come l'apostolo Tommaso si rifiutò di credere ai compagni quando gli riferivano delll'apparizione di Gesù risorto.
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Lungo come una Quaresima:
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Riferita ad una persona o una cosa  noiosa e insistente.

Ognuno porta la propria croce:
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Questa frase si riferisce alla salita del Calvario da parte di  Gesù   e del suo martirio in croce, affrontata senza cedimenti nonostante le sofferenze. Espressione oggi usata per esprimere la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita.

Gettare la croce addosso a qualcuno:
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Espressione usata per incolpare di un fatto un'altra persona, per biasimarla.

Essere felici come una Pasqua:
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Espressione usata verso  chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.

18/03/2010

La zeppola di San Giuseppe: curiosità e ricetta.

Le zeppola di San Giuseppe: curiosità e ricetta.

In questo post "Le zeppole di San Giuseppe" qualche curiosità su questo Santo,  patrono dei papà, dei carpentieri, dei lavoratori, dei falegnami, ecc.  ma soprattutto la ricetta di questo dolce buonissimo la zeppola San Giuseppe. Da qualche anno, il 19 marzo non è più considerato un giorno di festa nazionale, ma si continua comunque a celebrare nelle famiglie. E' un giorno soprattutto  festeggiato dai bambini, che imparano a scuola poesie, preparano disegni e lavoretti da regalare poi al papà il 19 di marzo. A noi mamme non resta che gratificare il loro impegno e il loro papà preparando dei deliziosi dolcetti: la zeppola di San Giuseppe, la zeppola classica o la graffa vedi la ricetta (La Graffa ha la stessa forma della zeppola classica, e cioè di ciambella ricoperta di zucchero ( e cannella ). Si differenzia però per il tipo di impasto che prevede negli ingredienti anche le patate, per una maggiore morbidezza. Deve il suo nome al Krapfen, dolce austriaco, inventato da Veronica Krapf, fornaia austriaca in cui tutti gli ingredienti sono uguali, tranne la forma che è tonda ed è ripieno alla crema.

Nel settecento, il 19 marzo i friggitori, in omaggio a S.Giuseppe, loro santo patrono, allestivano dei banchetti davanti alle loro botteghe, per friggere e servire le zeppole ( acqua, farina, zucchero) direttamente in strada.  Oggi la zeppola è di tutt’altra pasta, quella degli choux (bignè) e viene anche cotta al forno. Allo zucchero e alla cannella  è stata sostituita la crema pasticcera e un'amarena come guarnizione. Oggi vi propongo la ricetta della zeppola di San Giuseppe e della zeppola classica. La zeppola di San Giuseppe l'ho mangiata la prima volta a Napoli, preparata dal suocero di mio cognato, napoletano Doc, una vera leccornia, si mangia  prima con  gli occhi e poi con la bocca, gustando ed assaporando ogni morso che è una vera poesia.

La ricetta delle zeppole di San Giuseppe

Ingredienti per 6/8 persone:

confettura di amarene o amarene sciroppate, olio per friggere

Per la pasta:

6 uova, 300 gr. di farina, 50 gr. di burro, 1/2 litro di acqua, zucchero a velo

Per la crema pasticcera:

250 cl. di latte, 2 uova, 100 gr. di zucchero, 30 gr. di farina, 1 limone

Preparazione:

Versare in una pentola l'acqua con il burro e il pizzico di sale, accendete il fuoco a fiamma media, quando l'acqua comincerà a fare le prima bollicine, ma non a bollire, versatevi la farina setacciata tutta insieme e mescolare energicamente per 10 minuti con la frusta fino a quando il composto non si staccherà dai bordi della pentola. Spegnere il fuoco e aggiungere le 6 uova, uno alla volta sempre girando con forza ed eventualmente con una frusta elettrica finchè si sarà amalgamato tutto il composto. Lasciar riposare per 20-25 minuti.

Crema pasticcera:

Lavorate in un recipiente lo zucchero con i tuorli di 2 uova fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungere la farina setacciandola con un colino per non formare grumi, il latte e due pezzetti di buccia di limone. Porre il recipiente su fuoco a fiamma media e addensare la crema senza far bollire, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere le bucce di limone e lasciar raffreddare. Procedete alla frittura o alla cottura in forno delle zeppole in questo modo:

Riempite di olio per friggere una casseruola dai bordi alti, in quanto le zeppole devono essere immerse completamente nell'olio altrimenti non si gonfiano. Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma media. Riempite di pasta una siringa da pasticcere con la bocca larga e premete il composto in un piattino da caffè unto di olio, dandogli la forma di una ciambella. Lasciar scivolare una zeppola alla volta nell'olio ben caldo, ma non fumante e cuocerla fino a quando si gonfierà. Alzare leggermente la fiamma per farla colorire, toglierla senza perforarla e appoggiarla su una carta assorbente. Quando le zeppole si saranno raffreddate, cospargetele di zucchero a velo, porre nel mezzo poca crema e mezzo cucchiaino di confettura di amarene o di amarene sciroppate e servire.

Cottura al forno:

Formate le vostre zeppole di San Giuseppe su una teglia con carta da forno, facendo due giri sovrapposti, avendo cura di disporle ben distanziate perche' in cottura gonfiano molto. Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 25 m. Spegnete il forno e lasciate asciugare le zeppole in forno aperto, per altri 5 minuti. 

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La zeppola classica

La zeppola classica è quella a forma di ciambella e l'impasto è molto semplice: farina, acqua e sale. Dall’impasto, liscio e morbido, si ricavano delle ciambelle, che vengono fritte nell’olio caldo (ma non bollente), quindi asciugate e spolverate con zucchero e/o cannella,( mia mamma le ha provate con il cioccolato e sono buonissime, ha sciolto a bagnomaria un pezzo di cioccolato fondente e con un cucchiaio lo ha versato poi sulle ciambelle. Curiosità: prima dell’avvento dello zucchero veniva usato il miele,  prima dell’olio di oliva si usava lo strutto.

Zeppola classica

Ingredienti per 6 persone:

2 bicchieri di farina, 2 bicchieri di acqua, olio per friggere, 2 bicchierini di cognac, marsala o vino bianco, sale, zucchero

Preparazione:

Mettere due bicchieri d'acqua e il cognac in un pentolino e portarlo a bollore. Misurare con lo stesso bicchiere la medesima quantità di farina e buttarla nell'acqua quando bolle. Girare energicamente per evitare che si formino grumi e lasciar cuocere sino a quando la pasta si staccherà dal tondo del pentolino. Ungere d'olio il piano lavoro e rovesciarci sopra il composto. Lavorare la pasta pestandola un poco e piegandola su se stessa per parecchie volte sul tipo della sfoglia. Fare poi un rotolino poco più grosso di un dito e tagliarlo ogni quindici centimetri circa. Congiungere le due estremità così da ottenere delle ciambelline ovali e metterle a friggere in olio bollente sino a che non si saranno dorate. Cospargere di zucchero le zeppole prima di servire.