28/08/2011

65 anni dopo la strage di Vergarolla

65 anni dopo la strage di Vergarolla

Questo post "65 anni dopo la strage di Vergarolla" è la mail di un commento che mi è arrivata sul post "Tesi Foibe ed esodo", un tema triste e forse dimenticato, se non nel giorno del ricordo.  Ancora una volta ho creduto fosse giusto rispondere a questa mail dedicandogli  una pagina, affinchè rimanesse nei nostri pensieri il ricordo di queste persone e la loro storia e ve la riporto integralmente:

" CUORE DEGLI ESULI - 

65 anni dopo la strage di Vergarolla

Si legge spesso, anche in internet, che il triste primato apparterrebbe alla bomba di Bologna del 2 agosto 1980, capace di uccidere 85 persone, ma si dimentica che a Vergarolla ci furono oltre cento Vittime (il numero esatto non è noto, perché molte furono letteralmente dilaniate dall’esplosione di dieci tonnellate di tritolo contenute in circa trenta mine di profondità accatastate sulla spiaggia, ma una testimonianza assai attendibile come quella di Padre Flaminio Rocchi lo ha definito in 109).

La matrice terroristica dell’evento fu subito chiara, in specie per i cittadini di Pola, la cui scelta per l’Esodo venne tragicamente consolidata dall’attentato, tanto che nel giro di pochi mesi coloro che lasciarono i propri focolari, le proprie attività e le tombe di famiglia, ovvero gli affetti più cari, furono pari al 92 per cento della popolazione. A conti fatti, restarono appena tremila persone: il 15 settembre 1947, data del passaggio di sovranità, Pola era una città deserta.

Alcuni anni or sono, l’apertura degli Archivi del Foreign Office (l’amministrazione di Pola era in mano britannica) ha fugato gli ultimi dubbi, peraltro puramente formali, con tanto di nome e cognome degli attentatori, appartenenti all’OZNA, la polizia politica del regime jugoslavo. La guerra era finita da 16 mesi, ed in quella bella domenica di agosto si voleva soltanto celebrare il sessantesimo anniversario della gloriosa “Pietas Julia” con una manifestazione sportiva d’interesse nazionale: le sorti del capoluogo istriano erano appese ad un filo, ma la speranza era sempre in vita. Fu spenta in un baleno, nello schianto di un’esplosione terrificante.

A proposito delle matrici dell’eccidio, si deve aggiungere che l’ultimo numero di “Istria Europa” riporta una nuova testimonianza del Direttore Lino Vivoda, ex Sindaco del Comune di Pola in Esilio, che a Vergarolla perse il fratellino Sergio di otto anni: secondo questa testimonianza, un responsabile dell’efferato delitto fu vinto dal rimorso per la barbarie compiuta e chiese perdono prima di suicidarsi. In merito, si può soltanto dire che i delitti contro l’umanità danno luogo a reati eticamente imprescrittibili, la cui remissione può essere affidata alla sola, infinita pietà del “Dio che atterra e suscita”. 

La scopertura di una grande Stele eretta in memoria delle Vittime nella Zona Sacra di San Giusto, che ha avuto luogo il 18 agosto, ricorrendo il sessantacinquesimo anniversario della strage, acquista un significato che non è soltanto simbolico.

Infatti, il monumento intende affidare al compianto ed alla preghiera dei posteri il ricordo delle Vittime innocenti, fra cui tante donne e tanti bambini (l’età media è stata calcolata in 26 anni), ma nello stesso tempo costituire un monito a percorrere universalmente “le vie della Giustizia e dell’Amore” secondo l’auspicio di Mons. Antonio Santin, l’eroico Vescovo di Trieste durante gli anni bui, ben ricordato nell’allocuzione che il Gen. Riccardo Basile, Presidente della Federazione Grigioverde e della Famiglia di Pola in Esilio, ha pronunciato nella circostanza, ricordando il fatto storico, le sue matrici, e soprattutto le conseguenze, tradottesi in un Esodo davvero plebiscitario.

Sono intervenuti, assieme ai Congiunti delle Vittime, il Comune di Trieste in persona dell’Assessore Edera, con il Gonfalone cittadino decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, cui sono stati resi gli onori di prammatica; l’Amministrazione Provinciale, le Associazioni d’Arma presenti nella Grigioverde e le Organizzazioni degli Istriani con le Famiglie aderenti (tutte con i propri Labari). Particolarmente cospicua è stata la presenza dell’ANA, con la Sezione di Trieste ed il Gruppo di Grado e Fossalon a cui appartiene, tra gli altri, il Parroco Don Edoardo Gasperini, testimone miracolosamente scampato alla strage di Vergarolla.

Prima della benedizione, impartita da Don Gherbaz, Esule da Lussino, la signora Annamaria Muiesan Gaspari, Esule da Pirano e figlia di un Martire delle foibe, ha dato lettura dei Nomi delle Vittime identificate, riportati sulla Stele con l’indicazione delle rispettive età.

In apertura, il Presidente Basile aveva letto il messaggio augurale fatto pervenire dal Vescovo Mons. Crepaldi, impossibilitato ad intervenire perché impegnato all’estero assieme al Santo Padre Benedetto XVI; e quello inviato dal Prof. Daniele Ria, Sindaco di Tuglie (Lecce), città che ha manifestato costanti attenzioni nei confronti del dramma istriano, fiumano e dalmata, non solo nella celebrazione del “Giorno del Ricordo”, tanto da avere inviato a Trieste in rappresentanza del Comune due giovani concittadine, Francesca Aloisi e Gloria Caputo, che hanno posato sul Monumento la corona votiva di rito.  

Assai toccante è stato il momento in cui il vessillo tricolore posto sul grande Cippo in Pietra del Carso è stato rimosso da due Esuli eredi dei Caduti (Elio Dinelli e Renata Succi Martin, che nella strage persero, rispettivamente, cinque e tre Congiunti); seguito subito dopo dalle struggenti note del Silenzio fuori ordinanza.

Non è un caso che la Stele sia stata collocata accanto a quella che ricorda i Volontari giuliani, istriani e dalmati decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, tra cui coloro che, come Fabio Filzi e Nazario Sauro, lasciarono la vita sulle forche dell’Austria perché avevano un solo partito: l’Italia. Al pari dei 16.500 infoibati di cui alla ricerca di Luigi Papo e dei 350 mila Esuli che testimoniarono con la diaspora in tutto il mondo l’adesione ai valori “della Giustizia e dell’Amore” invocati da Mons. Antonio Santin, il grande Presule in odore di santità.

Laura Brussi

Esule da Pola

Scritto da: Laura | 27/08/2011

22/08/2011

Le Foibe: Vergarolla

Le Foibe: Vergarolla

Questo post "Le Foibe: Vergarolla" è la mail di un commento che mi è arrivata qualche giorno fa, sul post "Tesi Foibe ed esodo" mi è sembrato giusto dedicargli una pagina, e ve la riporto integralmente:

"VERGAROLLA - STRAGE DIMENTICATA - 

Vergarolla 65 anni dopo - 

"La strage di Vergarolla, nei pressi di Pola, compiuta dall’OZNA il 18 agosto 1946 per un disegno perverso, ha il triste primato italiano del maggior numero di Vittime causate da un unico eccidio in tempo di pace: secondo l’autorevole testimonianza di Padre Flaminio Rocchi, i Caduti furono più di cento, anche se quelli identificati si ridussero a 64, perché l’esplosione di 28 bombe con dieci tonnellate di tritolo ebbe un’efferata violenza distruttrice.

Nel sessantacinquesimo anniversario, bene hanno fatto la Federazione Grigioverde di Trieste e la Famiglia di Pola in Esilio, presiedute dal Gen. Riccardo Basile, a scoprire una grande stele nella Zona Sacra di San Giusto in memoria di tanta tragedia. E’ giusto che gli ignari sappiano e che tutti vogliano ricordare.

E non è un caso che il Cippo sia stato posto accanto a quello dei Volontari Irredenti decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, tra cui Fabio Filzi e Nazario Sauro, Caduti sulle forche austriache perché avevano un solo partito: l’Italia. Come i Martiri delle Foibe e quelli di Vergarolla.

Alla cerimonia del 18 agosto la presenza delle Associazioni d’Arma coi loro Labari è stata significativamente plebiscitaria. Assai numerosa, come sempre, quella dell’ANA, con la Sezione di Trieste guidata dal Presidente Ortolani, ed il Gruppo di Grado e Fossalon: quest’ultimo, legato da rapporti di particolare affetto al mondo degli Esuli dall’Istria perché il Parroco locale è tuttora Don Edoardo Gasperini, miracolosamente scampato alla strage assieme ai suoi ragazzi, avendo rinunciato “in extremis” alla gita al mare programmata per quella calda domenica d’agosto in cui la Società Nautica “Pietas Julia” intendeva onorare il proprio sessantennio di vita con un’importante manifestazione sportiva.

Don Edoardo, grande cuore Alpino, oggi novantaduenne, non si è sentito di partecipare alla scopertura del Cippo, che è stato benedetto da un altro Sacerdote Esule, Don Gherbaz da Lussino (senza dire del messaggio fatto pervenire dal Vescovo di Trieste Mons. Crepaldi), ma è stato presente spiritualmente, contento, come ci ha detto nella sua Parrocchia di Fossalon, che una giustizia pur tardiva sia stata resa ai poveri morti di Vergarolla, fra cui tante donne e tanti bambini (l’età media delle Vittime identificate è di 26 anni): tutti Italiani, perché Pola era una città Italiana, che volle attestare il suo amore di Patria con un Esodo capace di coinvolgere il 92 per cento della popolazione. 

La strada della vera Giustizia è spesso ardua, come disse l’eroico Vescovo Antonio Santin, opportunamente ricordato dal Gen. Basile a margine della sua allocuzione, ma alla lunga finisce per trionfare. E’ quanto si deve affermare oggi per i Martiri di Vergarolla, abbracciando i tanti Congiunti intervenuti alla commemorazione, nel ricordo commosso di un sacrificio così grande e nella condanna senza appello di un delitto contro l’umanità."

(Parenti dei Caduti)

08:03 Scritto da: didi65a in Riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: le foibe vergarolla, vergarolla, foibe, strage dimenticata, strage | OKNOtizie | | |  Facebook | |

03/08/2011

Gli incendi... l'estate, il sole, il caldo, il mare, le vacanze.


Gli incendi ... l'estate, il sole, il caldo, il mare, le vacanze .


Finalmente è arrivata l'estate, il sole, il caldo, il mare, le desiderate vacanze ... ma con loro, anche un fenomeno gravissimo, spesso legato purtroppo alla stagione estiva "gli incendi". Durante la mia vacanza a Praia a Mare in località Saracinello il 24 ed il 25 luglio un incendio ha lasciati sbigottiti noi, terrorizzati, angosciati, impauriti i proprietari, i vacanzieri, quando le fiamme hanno lambito le loro case e gli animali che si trovavano o vivevano in quella zona.

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Per spegnere l'incendio sono stati impegnati molti operatori: vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile, con tutti i mezzi di terra ed aria: elicotteri, canadair, elitanker. Tutti hanno lavorato insieme, ben due giorni, per cercare di spegnere il fuoco e limitare i danni ed evitare la distruzione del verde, ma non dico altro, e  lascio parlare le immagini...

 "Il fuoco è uno dei più insidiosi pericoli per i nostri boschi. La distrazione, o peggio, il vandalismo e l'atto criminale, ogni anno riducono in un pugno di cenere migliaia e migliaia di ettari ricoperti da verdi e rigogliosi alberi. Alberi secolari, che ci offrono l'aria che respiriamo e, attraverso una complessa catena alimentare, il cibo di cui ci nutriamo. 

Il vero nemico del bosco non è il fuoco, ma chi incendia. Ogni 200 incendi, 199 sono causati dall'uomo, un incendio ogni quattro è provocato volontariamente, uno ogni tre è causato dalla sottovalutazione dei pericoli di chi accende un fuoco per ripulire dalla vegetazione secca il terreno o per distruggere i residui delle potature.

(Tratto da Corpo Forestale dello Stato)"

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Quale, sia la causa, distrazione o atto criminale, il fuoco provoca molteplici danni:

"Oltre alle vittime umane, spesso coinvolte negli episodi incendiari più gravi, il ‘bene’ natura’ è quello più colpito. Secondo uno studio del WWF condotto in Spagna, il danno economico causato dagli incendi forestali corrisponde a 5.500 euro per ettaro di bosco incendiato, senza considerare i danni permanenti e il valore delle specie animali e vegetali distrutte. Le foreste offrono infatti servizi naturali importantissimi per la vita dell’uomo e dell’ambiente: consentono la regolazione dell’atmosfera, del clima, la protezione da inondazioni, siccità, frane, dissesto idrogeologico, la regolazione del ciclo dell’acqua, l’approvvigionamento idrico, la ricarica delle falde e la variabilità biologica oltre ai benefici chederivano dal valore estetico, ricreativo e turistico.


Le aree percorse dal fuoco hanno tempi di recupero molto lenti, in relazione alla frequenza, all’estensione e alla complessità dell’ecosistema colpito. Occorrono circa 100 anni a un bosco di latifoglie, come le faggete e quercete, per recuperare, la macchia mediterranea alcune decine.
In Italia dalla metà degli anni ottanta ai primi anni del 2000 gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di superficie boscata, pari ad una regione più grande dell’Abruzzo.


E’ stato calcolato che un incendio distruttivo di un ettaro di pineta può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti: un danno diretto e immediato per la fauna al quale si aggiunge anche la frammentazione degli habitat che inficerà il successo riproduttivo delle stagioni successive.

( tratto da Encanta.it )"

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Un incendio ogni quattro è provocato volontariamente e uno ogni tre è causato dalla sottovalutazione dei pericoli di chi accende un fuoco per ripulire dalla vegetazione secca il terreno o per distruggere i residui delle potature ... 


" Per evitare la maggior parte degli incendi boschivi è sufficiente adottare alcune elementari precauzioni e seguire poche, ma importanti, regole.

1 - Devono essere rispettate le norme regionali in materia e le ordinanze dei Sindaci

2 - Si deve prestare la massima attenzione agli avvisi di pericolo incendi emessi dagli organi pubblici e ricordare che il vento, nel periodo estivo, rende vulnerabili abitazioni e boschi che sembrano distanti dai fuochi, accesi per effettuare le ordinarie operazioni agronomiche

3 - Le norme in materia consentono di utilizzare il fuoco per svolgere alcune operazioni colturali ma devono essere realizzate solo in alcuni periodi e con precise modalità

4 - Si deve ricordare che i fuochi di ripulitura dei terreni o di distruzione dei residui vegetali accesi nei periodi in cui è massimo il rischio degli incendi sono utilizzati da coloro che in modo doloso e consapevole appiccano gli incendi per fini di lucro e per "coprire" così le loro azioni criminose

5 - La bruciatura delle stoppie e dei residui vegetali in campagna devono essere fatte solo nelle prime ore del mattino quando l'aria è più fresca e carica di umidità, in assenza di vento, allertando il Comando Stazione competente e, possibilmente, vicino a fonti di acqua

6 - Non bisogna mai abbandonare le operazioni di ripulitura e lasciare che il fuoco si propaghi incontrastato e si raccomanda di rispettare sempre le norme che gli Enti territoriali emanano in proposito

7 - Esistono apparecchiature che tritano i residui vegetali per farne concime, difendendo così due volte la natura, riciclando e restituendo al terreno gli elementi nutritivi senza utilizzare il fuoco

8 - Gli incendi dei boschi provocati in modo colposo possono provocare enormi disastri

9 - Non bisogna lasciare che un piccolo fuoco, lungo il ciglio della strada o dentro il bosco, si trasformi in un incendio

10 - Se si avvista un rogo stare lontano dalle fiamme e chiamare immediatamente il 1515, il numero gratuito di emergenza ambientale del Corpo forestale dello Stato mi sento anche di aggiungere altri consigli dettati dal buon senso e dalla civiltà:

Non gettare mozziconi accesi nei boschi, nei campi e dov'è facile che si verifichi un incendio.

Se stai campeggiando non accendere barbeque o fuochi liberi in zone di pineta boschi ecc, servirsi degli appositi spazi.

In caso di loro assenza munirsi di un barbeque portatile stando molto attenti a non far cadere braci o tizzoni ardenti a terra mai lasciare bottiglie di vetro o cocci, in zone a rischio incendio evitare quanto più possibile l'uso del fuoco!

(tratto da Focus.it)"

Questo è lo spettacolo triste che si è presentato ai nostri occhi lunedi, in due giorni è andato in fumo, quello che costituiva a tutti gli effetti il polmone verde di Praia .... ben 5 ettari della Pineta sono rimasti inceneriti  dal fuoco. Le fiamme oltre a distruggere molti esemplari potrebbero aver danneggiato irrimediabilmente la pineta uno spettacolo davvero triste...

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Riflettiamo quando abbandoniamo un pezzo di vetro, una cicca di sigaretta o accendiamo un fuoco per esigenza o per una bravata o altro... ! Il Fuoco è una  cosa seria, non ammetta imprudenza, negligenza, disattenzione o ignoranza, richiede responsabilità, intelligenza e collaborazione, questo, affinchè non avvengano più di questi scempi.

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